Notizie sulla costituzione della Sezione si possono ricavare dalla circolare n. 2 del 14 ottobre 1944 della Federazione provinciale del Pci di Pesaro e Urbino, che invia a tutte le sezioni del partito indicazioni per la costituzione dei "Circoli giovanili comunisti".
Il Partito democratico italiano di unità monarchica (PDIUM) si costituisce l'11 aprile 1959 in seguito alla riunificazione dei due partiti d'ispirazione monarchica allora presenti in Parlamento, che si erano divisi circa cinque anni prima: il Partito nazionale monarchico (PNM) di Alfredo Covelli e il Partito monarchico popolare (PMP) di Achille Lauro. Il nuovo partito prende inizialmente la denominazione di Partito democratico Italiano (PDI), per poi modificarla il 7 marzo 1961 in quella, appunto, di Partito democratico italiano di unità monarchica (PDIUM). Il 10 luglio 1972, il Consiglio nazionale del PDIUM delibera lo scioglimento del partito e la confluenza nel Movimento sociale italiano - Destra nazionale, mentre una piccola parte del partito, più legata all'ispirazione liberale e risorgimentale, rifiuta di entrare del MSI-DN e dà vita ad Alleanza monarchica. Il congresso del MSI-DN, nel gennaio 1973, introduce ufficialmente il nuovo nome nello statuto del partito, elegge segretario Giorgio Almirante, presidente Alfredo Covelli e presidente del Consiglio nazionale Achille Lauro dell'ex del PDIUM.
Partito politico italiano di sinistra radicale fondato nel dicembre 1972 mediante la confluenza di due distinti soggetti politici, il Nuovo Partito Socialista di Unità Proletaria (PSIUP) e Alternativa Socialista. Nel 1974 si fonde con il gruppo del Manifesto divenendo il Partito di Unità Proletaria per il Comunismo.
Il Partito monarchico popolare (PMP) si costituisce il 2 giugno 1954, per iniziativa di Achille Lauro, in seguito ad una scissione all'interno del Partito nazionale monarchico (PNM). I contrasti nascevano dal fatto che Lauro si proponeva come obiettivo la ricerca di un accordo con la Democrazia cristiana (DC) per la formazione di una maggioranza governativa di centro-destra, che riteneva necessaria anche per consolidare il proprio potere locale (soprattutto a Napoli), mentre il segretario del partito Alfredo Covelli era orientato a stabilire alleanze a destra con il Movimento sociale italiano (MSI). Inoltre Lauro, ricco armatore navale, non intendeva più finanziare con il proprio patrimonio un partito che si era data un'organizzazione costosa e di cui non aveva il pieno controllo. Alle elezioni politiche del 1958 il PMP ottiene un risultato migliore del PNM, con il 2,6% dei voti alla Camera (e con 14 deputati e 5 senatori), contro il 2,2% del rivale (con 11 deputati e 2 senatori). Sfumata anche la speranza del PMP di inserirsi nell'area governativa, inizia un progressivo riavvicinamento dei due partiti monarchici, che si conclude nel 1959 con la loro unificazione nel Partito democratico italiano (PDI), divenuto poi, nel 1961, Partito democratico italiano di unità monarchica (PDIUM). Una frazione del PMP, contraria alla riunificazione e guidata da Antonio Cremisini, fonda il Movimento monarchico italiano.
Il Partito nazionale monarchico (PNM) si costituisce il 13 giugno 1946, a pochi giorni dal fallimento dei monarchici al referendum del 2 giugno 1946, dalla fusione della Concentrazione nazionale democratica liberale con altri partiti, associazioni monarchiche e conservatrici. Fondatore e primo segretario del partito è Alfredo Covelli. Nel 1952 ha una prima scissione, con la nascita, stimolata dalla DC del Fronte nazionale monarchico di Giovanni Alliata Di Montereale e Alberto Consiglio. Il 2 giugno 1954 la componente interna del sindaco di Napoli, Achille Lauro, favorevole ad un'alleanza con la Democrazia Cristiana, linea osteggiata dal segretario Covelli che preferiva un'alleanza di destra col Movimento sociale italiano, esce dal partito e ne fonda uno nuovo: il Partito monarchico popolare (PMP). L'11 aprile 1959 il PMP ed il PNM si riunificano dando vita al Partito democratico italiano (PDI), che il 7 marzo 1961 assume la denominazione di Partito democratico italiano di unità monarchica.
Angelo Passerini fu figura centrale del cattolicesimo sociale bresciano e punto di raccordo per i cattolici impegnati sul piano amministrativo nella Valle Sabbia.
Proseguendo l’eredità familiare – industriale e agricola – si dedicò all’impegno civico, ricoprendo cariche di consigliere comunale in numerosi comuni (Brescia, Bovezzo, Casto, Manerbio, San Gervasio, Soprazocco, Vestone) e consigliere provinciale e membro della deputazione provinciale (1885–1923).
Nel 1910 promosse la fondazione del Ricovero Valsabbino di Nozza, progetto avviato con una circolare del 24 ottobre 1910, che prevedeva una “casa mandamentale di ricovero con infermerie maschili e femminili per ammalati bisognosi”. L’opera, completata nel 1924 e inaugurata nel maggio 1925, divenne un punto di riferimento per sedici comuni della Valle Sabbia.
Nominato senatore del Regno il 30 dicembre 1914 – su proposta di Giorgio Montini – fece giuramento il 19 marzo 1915. Restò attivo in commissioni parlamentari, anche agricole, fino al 1940. Nominato Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia nel 1891, promosso Commendatore nel 1911.
Morì nel 1940 a Brescia.
Professore di geografia negli Istituti tecnici di Alessandria, Terni, e Piacenza, ha insegnato anche all'Universita' di Padova divenendo anche preside della Facoltà di Lettere e Filosofia.
Luigi Pestalozza nasce a Milano nel 1928. Partecipa alla Resistenza fra le fila delle formazioni di Giustizia e Libertà. È collaboratore dell'Avanti, dell'Unità e di Paese Sera. Insegnato storia della musica all'accademia di Brera, diventando uno dei più noti critici musicali italiani. Fondatore del periodico Il diapason (1950), ha pubblicato importanti saggi sul Novecento musicale europeo (A. Schönberg, I. Strawinskij, L. Nono, ecc.). Muore a Milano il 23 febbraio 2017.
L'azienda Pica S.p.A. nasce nel 1934, quando la Fornace Laterizi di Wolframo Pierangeli e Claudio Cangiotti, gravemente danneggiata dagli eventi bellici, fu ricostruita e ampliata prendendo il nome nel 1954 dai due soci trasformarono la società in Pica S.p.A., dalle iniziali dei rispettivi cognomi.
Alla metà degli anni Ottanta rileva l’azienda Cotto Zoni e nel 1991 il Gruppo rileva la Cotto David, azienda con sede ad Asciano in provincia di Siena.Nel 2008 viene inaugurato lo stabilimento di Portacomaro (Asti), tra i più moderni impianti per la produzione di coperture in laterizio presente in Italia.
Dal maggio 2017 l’Azienda è gestita dal Gruppo francese Terreal attraverso la sua controllata Terreal Italia srl.
Angelo Piccini nacque a Livemmo, oggi frazione di Pertica Alta (BS), nel 1859, in una famiglia radicata nel territorio da secoli. Si distinse per il suo impegno a favore dello sviluppo economico e sociale della comunità di Livemmo. Fu Segretario comunale e poi Podestà, incarichi nei quali si distinse per competenza e profonda conoscenza delle leggi amministrative, diventando un punto di riferimento per colleghi e cittadini.
Fu insignito della Croce di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia per meriti civili. Animato da profondo spirito patriottico e forte legame con la storia locale, Piccini si dedicò con passione al rilancio della sua terra, promuovendo in particolare il turismo come motore di rinascita economica per la Val Sabbia e la Pertica, area montana soggetta a progressivo spopolamento sin dal XIX secolo.
Tra i suoi progetti più significativi si ricorda l’ottenimento, grazie anche alla collaborazione con il CAI, del riconoscimento di Livemmo come “zona climatica”, primo passo per lo sviluppo turistico locale.
Ai primi del '900 fece edificare l’Albergo Prealpi, dotato per l’epoca di comfort innovativi (illuminazione a gas, bagni moderni, cucina attrezzata). Alla gestione contribuì attivamente anche la moglie, Luisa, conosciuta a Livemmo dove era insegnante elementare.
Grazie all’attività dell’albergo, Livemmo divenne luogo di villeggiatura apprezzato da importanti personalità del panorama culturale e politico del tempo. Piccini si spese poi instancabilmente per la costruzione della strada Nozza-Livemmo, iniziativa che vide il primo tratto realizzato solo dopo la sua morte.
Morì a Nozza, ospite della figlia Camilla, il 14 gennaio 1929. La piazza antistante la chiesa del paese fu dedicata alla sua memoria.