Le Poste Pontificie sono state il servizio postale della Santa Sede e dello Stato Pontificio fino alla sua dissoluzione nel 1870. L'organizzazione delle Poste Pontificie dipendeva dalla Camera Apostolica, la quale concedeva il servizio in appalto con il titolo di Maestro Generale delle Poste Pontificie; fra il 1551 e il 1556 si ebbe una radicale riforma delle Poste Pontificie: venne istituito il primo corriere "ordinario", fra Roma e Bologna, e il servizio postale venne aperto al pubblico. Le poste vennero appaltate per periodi generalmente di nove anni: dall'appaltatore dipendevano tutte le stazioni di posta dello stato. Nacquero anche i timbri postali, in quanto, ai fini dello smistamento, tutte le lettere venivano marcate con le iniziali o il distintivo del Maestro di posta. Il materiale documentario prodotto dall’Ufficio Postale Pontificio di Montalto delle Marche è composto principalmente da miscellanea di carteggio amministrativo, fogli di avviso di spedizione e distinte di consegna della Direzione delle Poste di Ascoli Piceno; copre un arco temporale che va dal 1777 al 1853.
Nato a Pesaro
Giuseppe Santini nasce a Forlimpopoli, dopo la laurea esercita la professione di avvocato a Cesena, nel 1947 si trasferisce a Pesaro, probabilmente quando la moglie, Ofelia Moroni, acquista il Palazzo Montani Antaldi, oggi sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, in via Passeri 72, dove avrà sede il Partito monarchico popolare, a partire dal 1957. Santini trasferendosi a Pesaro, nel 1948, lascia l'UMI e aderisce al Partito nazionale monarchico, di cui assume la responsabilità della Sezione. Muore a Cesena il 27 marzo 1981.
Paolo Chimeri nacque a Lonato, in provincia di Brescia, nel 1852, in una famiglia di tradizione musicale. Iniziò precocemente gli studi sotto la guida del padre e si trasferì a Brescia per perfezionare la formazione pianistica. Ancora bambino si esibì in pubblico; a dieci anni eseguì al Teatro Grande di Brescia una fantasia su temi belliniani, avviando una carriera musicale che lo avrebbe visto protagonista della vita culturale cittadina per oltre mezzo secolo.
Nel 1866 fu nominato istruttore del coro del Teatro Grande di Brescia. Nel 1869, insieme ad Antonio Bazzini e ad altri musicisti bresciani, fu tra i fondatori della Società dei Concerti di Brescia, istituzione destinata a svolgere un ruolo centrale nella diffusione della musica strumentale in città. Nell’ambito della Società assunse la direzione dell’orchestra e ne fu consigliere dal 1878 fino al 1934, contribuendo alla programmazione e alla stabilizzazione dell’attività concertistica locale.
Accanto all’attività direttoriale, svolse intensa opera didattica come insegnante di pianoforte e formazione musicale, formando generazioni di allievi. Tra i musicisti che beneficiarono del suo insegnamento si ricordano Giovanni Tebaldini, Giacomo Benvenuti e Arturo Benedetti Michelangeli. Fu inoltre attivo come compositore di brani pianistici, musica corale e romanze da salotto, in linea con il gusto musicale dell’epoca.
Morì a Brescia il 4 aprile 1934.